Napolitano interviene sugli scontri ad Arcore e chiede a Maroni di riferire
Il capo dello stato, Giorgio Napolitano, ha chiesto "al ministro dell'Interno informazioni sui gravi episodi di scontri tra dimostranti e polizia verificatisi nei pressi della residenza del presidente del Consiglio ad Arcore". Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha detto: "Spero che chi si è reso responsabile dell’aggressione ai poliziotti subisca una condanna esemplare". Nel frattempo il giudice di Monza non ha disposto alcuna misura cautelare per i due giovani fermati ieri in seguito agli scontri avvenuti ad Arcore.
22 AGO 20

Il capo dello stato, Giorgio Napolitano, ha chiesto "al ministro dell'Interno informazioni sui gravi episodi di scontri tra dimostranti e polizia verificatisi nei pressi della residenza del presidente del Consiglio ad Arcore". Secondo Napolitano "i promotori della manifestazione, rispettando le modalità concordate con le autorità di polizia, sono rimasti estranei a ogni deviazione dal percorso stabilito e a ogni violenza". Il presidente della Repubblica ha convenuto che "l'esercizio del diritto costituzionale a manifestare pacificamente non degeneri - specie in un momento di tensione politica e istituzionale come quello attuale - in inammissibili disordini e scontri provocati da gruppi estremisti".
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha detto: "Spero che chi si è reso responsabile dell’aggressione ai poliziotti subisca una condanna esemplare. La protesta è sempre legittima ma, quando diventa atto di violenza, si lanciano sassi e bottiglie contro i poliziotti, non c’è nessuna giustificazione: i responsabili vanno puniti".
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha detto: "Spero che chi si è reso responsabile dell’aggressione ai poliziotti subisca una condanna esemplare. La protesta è sempre legittima ma, quando diventa atto di violenza, si lanciano sassi e bottiglie contro i poliziotti, non c’è nessuna giustificazione: i responsabili vanno puniti".
Nel frattempo il giudice di Monza non ha disposto alcuna misura cautelare per i due giovani fermati ieri in seguito agli scontri avvenuti ad Arcore perché "il ruolo degli arrestati non è connotato da particolare gravità". Il giudice, nell'ambito del processo per direttissima, ha ritenuto che non sussistano le esigenze per disporre alcuna misura cautelare. Per il ventitreenne era stata chiesta la custodia cautelare in carcere, mentre per il ventunenne l'obbligo di dimora nel suo comune di residenza. I giovani presenti nel Tribunale di Monza hanno accolto la notizia con il grido "Giustizia". I due giovani hanno risposto alle domande affermando che erano in strada e sono stati caricati perché le forze dell'ordine volevano liberare la carreggiata. "Ciò che hanno dichiarato i ragazzi - afferma Mauro Straini, legale di uno dei due arrestati - è ciò che si vede nelle immagini registrate e da quei video non emerge alcun comportamento violento". L'udienza è stata rinviata al 7 marzo.